Oggi sono andata alla ricerca di una tosatrice per il mio cane. Mio padre e mio fratello mi hanno portata in un mega negozio di animali, verso Pomezia.
Aveva tutto-compresi tre squali in un acquario-ma non la tosatrice.
Ovviamente.
Insomma, cosa ti può servire una domenica di luglio?
Una tosatrice o uno squalo? Domanda retorica.
Passando in rassegna le varie teche, sono capitata davanti a quella dei ratti.
Io amo gli animali. Dico sul serio. Sono una sorta di San Francesco. L'esaurimento mi fa parlare anche con i miei cani (oltre che con mia madre). Ma i ratti mi fanno davvero impressione. Che poi-poracci-pare siano pure intelligenti. Una mia amica ne aveva uno domestico che le si arrampicava sulla spalla per giocare con l'orecchino. Questa mia amica-tanto per inciso- non stava molto bene di testa.
Comunque sia, questi topi mi hanno dato molto da riflettere.
In un angolo c'erano una decina di rattini. Ancora senza pelo. Dall'altra parte la mamma distrutta. A pancia all'aria, le mammelle tutte arrossate. Lo sguardo perso nel vuoto, povera donna.
E, sopra di lei, grasso e pacioso, il papà. Tutto riposato, fresco come un bocciolo di rosa. Però faceva finta di essere anche lui provato dalla grande impresa di essere diventato padre.
Esattamente come gli esseri umani. Diversi soggetti, stessa dinamica.
Noi facciamo i figli. A noi ci vengono le smagliature. Noi ingrassiamo. Noi abbiamo i piedi gonfi e, a volte, anche le emorroidi. A noi ci si dilata il sacro fiore per far uscire un altro cristiano. Quando partoriamo, siamo noi a metterci in quelle posizioni in cui perdiamo qualsiasi dignità, a quattro di bastoni come dei polli allo spiedo. Con tre o quattro persone che ci ravanano nell'utero manco fossero una squadra di speleologi.
E i padri?
Sono stanchi.
Da oggi i ratti, anzi...le ratte mi sono molto più simpatiche. Siamo tutte un po' ratte alla fine.
I neonati...

E ieri è nata anche la piccola Emma. La bimba di un altro mio amico. Alberto, quello ricciolone. Quello che mi ero sognata una notte. Incinto.
Anche lui vive su. Nello stesso paese di Andrea.
Quando sono salita e siamo andati tutti insieme a questa sorta di sagra, tra sua moglie, le amiche della moglie e la fidanzata di Andrea erano tutte incinte o avevano appena dato.
Ma che succede? Una tempesta ormonale? Non funzionano le tv in quella zona?
Devo trasferirmi con Marco lì.
E' l'estate più calda dal 1880.
Mangiate frutta e verdura.
Non uscite nelle ore più calde.
E' l'inverno più freddo dal 1782.
Temperature polari.
Freddo siberiano.
Questo Natale non ci sono soldi.
Regali di due euro.
La gente risparmia sul cenone.
Si compra qualcosa solo ai bambini.
Ormai posso prevedere, con un ristretto margine di errore, i servizi che faranno al tg. Da quando sono nata, in particolare, questi tre si ripetono tutti gli anni. Tant'è che 1) Mi sento anormale perché, in fondo in fondo, io non sto trapassando per il caldo 2) Mi sento anormale perché, in fondo in fondo, io ho sempre avuto freddo in inverno 3) Mi sento anormale (e anche un po' merda) perché, in fondo in fondo, io a Natale dilapido più di uno stipendio per fare i regali (la vita è già così triste e c'è la perenne dieta, toglietemi pure il gusto di comprare per gli altri e la voglia di fare l'albero e poi mettetemi tra le mani-meglio se impacchettato con un fiocco rosso- un antidepressivo).
Sabato sera, a causa del mio mal di testa metereologico che ancora non accenna a passare e l'alzataccia lavorativa alle 5.30 della mattina, sono rimasta a casa a incremarmi.
E mentre mi spalmavo la crema tonificante sulle chiappe sicura che da lì a qualche minuto sarebbero diventate la copia sputata di quelle di una brasiliana, ho fatto zapping in tv.
Sono capitata sull'ultima puntata di "Dimmi la verità".
Non conoscevo questa fantasmagorica trasmissione ma-lo confesso-mi sono ammazzata dal ridere.
Coppie di personaggi famosi che si dovevano sottoporre alla macchina della verità. Che pare sia un marchigegno serio. Uno "usato dal servizio segreto israeliano".
Il motivo della mia ilarità è stato il prendere atto che erano tutti beatamente cornuti.
"Mi hai mai tradito, amore?
"Chi io? Noooooo ma scherzi".
Responso della macchina: falso. Falso come Giuda.
E da lì i lacrimoni repressi delle donne, le tacite frasi "Ti ho dato i migliori anni della mia vita".
"No, ma non è stato un vero tradimento...uno può tradire anche COL PENSIERO", "E' successo in quei primi giorni in cui non sapevo ancora quanto saresti diventata importante per me".
Insomma, il succo della storia è che le corna sono un fenomeno in via di espansione.
Pare che il 70% delle coppie se le metta reciprocamente almeno una volta.
E io mi chiedo: possibile che io sia sempre appartenuta a quel 30%?
ehehehehe
Meglio non far sottoporre il partner alla macchina della verità.
Occhio non vede, cuore non duole...e io mi evito di finire in galera perché ho evirato un cristiano.

Sono un po' preoccupata.
Ho iniziato a leggere i libri di "I love shopping" anni e anni orsono. Praticamente quando furono pubblicati.
Adorai il primo, un po' meno il secondo e da lì in poi è stato un leggero calare.
Perché le situazioni erano sempre le stesse e decisamente troppo assurde.
E lei poi...ma non può esistere una conciata così. Non è possibile che nel mondo ci sia qualcuno che faccia quelle scenette.
Ieri ho preso in mano "I love shopping col bebè", uscito in edizione supereconomica a 6 euro.
Lo inizio a leggere. E la paura mi invade.
Quel libro non sta parlando di un personaggio inventato.
La Kinsella deve avermi conosciuto in qualche modo.
Quando dice "Chiamerò il bambino Birkin, così potrò comprare una Birkin come portapannolini", mi sono ricordata di quando dico al mio amico Andrea "Quando nasce Miriam, le comprerò una piccola borsettina, uguali alla mia! Come ha fatto Angelina Jolie con uno dei suoi 25 figli presi in giro per il mondo. E insieme saremo tremendamente glamour. Certo lei un po' meno di me ma potrà migliorare".

E ora comunque che faccio? Decido di starmi sulle palle da sola?
Silvi mi ha lanciato la palla per quanto riguarda la catena "Le cose che mi piace fare..."
REGOLAMENTO:
- indicare il link di chi vi ha coinvolti
- inserire il regolamento del gioco sul blog
- citare sei cose che vi piace fare
- coinvolgere altre sei persone
- comunicare l'invito sul loro blog
1) Mi piacciono le mie seratone in solitaria di una volta. A volte, quando non ero a dieta, prendevo il cinese e noleggiavo una commediola romantica strappalacrime. Mi mettevo sul divano e, strafogandomi di involtini primavera, mi gustavo la storia. E avevo anche il coraggio di dire "Guarda questa stronza quanto è magra", riferendomi alla protagonista.
2) Mi piace il Natale. Dio, quanto mi piace il Natale. Mi piace fare l'albero e cantare le canzoncine mentre lo addobbo. Mi piace guardare in quel periodo film come "La vita è meravigliosa" e "Il canto di Natale" sia in versione Disney che Muppet...
3) Mi piace farmi fare i massaggi. Si, lo so. A chi non piacciono i massaggi? Ma io dico sempre di essere una immensa zona erogena. Che non è un invito per qualche maniaco. E' proprio la verità. Mi massaggiate la mano? Inizio a sbavare. Mi massaggiate...che dire...la capocciona? Uguale. Divento completamente incapace di intendere e di volere.
4) Mi piace dormire. Non dormo tanto. Ma quando ho sonno, non c'è santo che tenga. A Londra, sono capace di dormire nella metro, tra una fermata e l'altra e di SOGNARE ANCHE. Vado subito in sonno rem. Allucinante.
5) Mi piace avere ragione.
6) Mi piace fare shopping. Per me o per terze persone, poco conta. Dai libri ai vestiti, dalle scarpe alle borse, dalla crema ai calzettoni, non fa niente. Mi diverto. Anzi, mi diverto ancora di più a fare regali agli altri. Insomma, non si può dire che non sia altruista.
E io passo la patata bollente alla Dixie, alla Tiki e a Pufuttottola!
Stamattina sono entrata da Feltrinelli.
Avevano appena aperto.
Eravamo in pochi. Bellissimo. Perché non c'era la solita ressa e non bisognava sgomitare per conquistare il proprio angolo di paradiso.
Io poi, quando sto là dentro-non so perché-camminando, passo sempre la mano sulle copertine. Le accarezzo. E intanto cerco. A volte un titolo preciso, altre volte no. Mi diverto a farmi conquistare e ad annusare i libri. Si, li annuso proprio. Manco fossi una cocainomane.
E cosa dire di quando risistemo gli scaffali?
Se vedo un libro messo storto o in bilico, lo prendo e lo rimetto nella giusta posizione. Nutro per loro una sorta di timore reverenziale che, unito alle mie manie di ordine compulsivo (odio le ante degli armadi aperte, i cassetti non chiusi e poi le pantofole devono essere perfettamente perpendicolari al letto, quando vado a dormire), mi trasforma nella commessa perfetta.
Dicevo...oggi, mentre gironzolavo tra gli scaffali, è partita una canzone, penso fosse di Elisa.
Struggente e malinconica. E...non so se sarà la fame, non so se sarà una sorta di squilibrio ormonale preciclo o soltanto che, neanche tanto in fondo, sono sempre una minchiona dall'animo leopardiano, ho iniziato a pensare a tutte le parole contenute in quelle pagine che non sono altro che l'anima di chi le ha scritte. Tutte le storie, i dolori, le gioie, le paure di quegli uomini. Molti dei quali erano e non sono più.
Sono un acquario e dentro di me ho la pretesa di voler lasciare un segno. Un segno nell'umanità. Oppure lanciare nell'universo dei messaggini che saranno raccolti da qualche extraterrestre. Oddio, povero disgraziato...chissà che idea si farebbe della razza umana...sempre a dieta, fissata con le borse, a volte stitica, che piange per la pubblicità di Calzedonia e che quando sente le canzoni alla radio si immagina all'interno del video musicale.
Pochi riescono, veramente pochi. E dire che mia madre ce la stava facendo. Un giorno di tanti anni fa, mentre mi cambiava il pannolino, disse:"Dovrebbero farli con gli adesivi laterali!".
Sono riuscita a ispirare qualcuno soltanto con la mia puzza atomica. E non è roba da tutti. In un certo senso, io, Dumas, Hugo e Dante abbiamo qualcosa in comune.
Prima parlavo con una ragazza che è capitata qui.
Giuro che le ho soltanto chiesto "Come stai".
Quello che ne è seguito è stato un monologo di 43 minuti.
Partendo dalle condizioni di saluta della madre è arrivata fino al "ti va di andare a fare shopping insieme?", passando per "Sono stata cinque anni con uno e ho scoperto che lui in contemporanea era fidanzato con un'altra da 7 anni".
Cavoli.
O questo è una rincoglionita da paura o lui è di una bravura rara.
E cosa ha fatto lei quando, a casa del fidanzato, ha scoperto una vestaglietta rossa e un po' maiala nel cesto dei panni sporchi?
Gli ha spaccato casa?
No.
Gli ha buttato i vestiti dalla finestra?
No.
Si è presa la vestaglietta?
No.
Se ne è andata signorilmente "molto delusa" (testuali parole).
MOLTO DELUSA?
Complimenti a lei.
Io avrei piazzato una di quelle scenate da pesciarola condite da frasi napoletane tipo "Ti spiezz 'e cosc!", dopo aver scritto "Tu morirai" sui muri con un rossetto rosso (che non ho mai usato ma fa tanto psicopatica di classe).